Studio di Arte e Pittura di Roberta Canali
venerdì 22 gennaio 2021
giovedì 21 gennaio 2021
domenica 17 gennaio 2021
Analisi "ENEA, ANCHISE E ASCANIO". Tutta una questione di pelle (1 parte)
Il gruppo monumentale "Enea, Anchise e Ascanio" è la prima delle quattro spettacolari ed innovative sculture del Bernini. La scelta di un tema tratto da Virgilio, il più grande poeta dell'antichità classica, la particolare difficoltà di riuscire a rendere "medium" di un blocco di marmo adatto alla rappresentazione della simultaneità, la descrizione poetica della fuga da Troia, indica che il committente aveva in mente un paragone tra la scultura moderna e la poesia antica. Il committente Scipione Caffarelli Borghese. Il compito di rappresentare tre figure maschili di diverse età, in fuga, una portata dall'altra tocca un'intera serie di problemi nella prassi scultorea. L'Enea con il busto piegato sotto il peso di Anchise, nell'incedere trasferisce il peso dalla gamba destra alla sinistra è il paradigma tridimensionale e reale di una simile figura e per questo un pezzo di bravura di elevata difficoltà statica e tecnica. La rappresentazione adeguata delle tre età dell'uomo nell'aspetto fisico, nella posizione del corpo, nella mimica di ciascuna figura, la difficoltà viene aumentata dal fatto che le figure sono nude giustificando solo in parte la probabilità storica della fuga, ma d'altronde la licenza storica di fingere costituisce una notevole corrispondenza con Virgilio il quale amava mescolare invenzione poetica e verità storiche. Il modo in cui Gian Lorenzo Bernini ha reso le tre età dell'uomo rimanda ad un celebre passo del Trattato di Leonardo, nel quale la varietà viene esemplificata attraverso le diverse epidermidi caratteristiche età dell'uomo: la pelle morbida e rosata del bambino, quella tesa a rivestire i muscoli dell'uomo adulto e quella avvizzita e rugosa del vegliardo ... (continua)
martedì 5 gennaio 2021
Pillole d'arte
Riprendo con vero piacere i fogli di alcuni anni fa. Allora preparavo, per un esiguo gruppo, delle lezioni di storia dell'arte. Le chiamavo "pillole d'arte": brevi, sintetiche, dolcissime. Le ripropongo per chi si vuol dilettare, per chi vuol conoscere la storia dell'arte, per chi vuole imparare ad essere un bravo artista.
Iniziamo con lui, GIAN LORENZO BERNINI (7 dicembre 1598). Il virtuoso del tardo manierismo.
Gian Lorenzo Bernini opera a Roma e a Roma è la Chiesa e lo Stato il punto di unione di potestà divina e autorità temporale, il luogo dove l'immaginazione è maggiore quanto più vasta e profonda è la prospettiva storica. Tutta l'opera del Bernini mira a fare di Roma una città immaginaria. Gli elementi della sua formazione sono una tecnica consumata e virtuosistica del tardo manierismo, l'antico, i grandi maestri del '500, il classicismo evocativo di Annibale Carracci. L'interpretazione in chiave malinconica e teatrale della sua opera corrisponde alla coscienza del tempo, ma la realtà vista dalla sua immaginazione è un contraccolpo al realismo tragico del Caravaggio.
La tecnica allora diventa artificio, si dissimula ha un aspetto magico, di fatto diventa imitazione ed evocazione poetica della natura. Si rifà però alle forme corpose ed estrose del naturalismo ellenistico, in quanto l'arte ellenistica rappresenta le cose no come sono ma come appaiono. L'opera d'arte diventa uno stimolo all'immaginazione annullando la realtà.
"Homo raro, ingegno sublime, e nato per disposizione divina, e per gloria di Roma a portar luce al secolo" Urbano VIII
martedì 29 dicembre 2020
Guardando la mostra di Paul Klee
Scoprii nel tempo che la pittura mi entusiasmava ogni volta che andavo a vedere una mostra. Di regola so che vedere mostre aiuta ad apprendere e a conoscere, non solo l'artista protagonista ma anche la sua tecnica. Si ruba con gli occhi, si sente l'odore e il sapore del fare, si immagina l'opera nel suo divenire, si fa proprio un modus operandi che poi di norma dovrebbe far parte del nostro operato.
Pensai allora alle basi materiche che avrebbero ispirato poi questo quadro. In fondo scopiazzavo senza avere ancora uno stile mio se non nell'idea. Questo quadro nacque infatti da un'idea apparsa all'improvviso un giorno che stavo in macchina con mio marito ormai ex.
Presi di getto un foglio di carta e fissai l'abbozzo perché la visione non fuggisse.
Campo di fiori in un luogo ideale. Un fiore bianco, sporco e protagonista di una vita complicata. Un solo personaggio, un cielo in burrasca, un sole lontano.
martedì 22 dicembre 2020
La saga dei giovani girasoli
In quell'anno facevo sporadiche escursioni all'aperto. Mi accompagnava un fotografo, amante dell'arte ma che per sua sfortuna non si sentiva un artista. Un tipo un po triste con una vita che non gli piaceva affatto. Scattai allora per semplice diletto, insieme a lui, tantissime foto da elaborare poi in studio. Lo spirito non era dell'artista che dipinge all'aperto ma con una semplice inclinazione da ladra di impressioni.
A quel tempo era ancora vivo mio nonno ed abitavo a casa dei miei genitori. La tela molto grande stava sul grande balcone pieno di piante rigogliose che mia madre e mio padre curavano con dedizione.
Lui mi girava intorno senza dirmi nulla in alcuni momenti, altre volte mi spronava a continuare. Non so se sia un'opera ben riuscita, sicuramente rappresenta la mia acerba inclinazione alla pittura che allora non mi appassionava un granché.
Oggi la mia lontana gioventù risiede in un luogo di famiglia a me assai caro, in un posto d'onore. Un fiore sempre giovane sulle labbra di mia sorella.
giovedì 17 dicembre 2020
La terra si innalza come pilastri gialli su un campo di girasoli
Questo è stato un lavoro su commissione fatto alcuni anni fa. Un tema a me caro quello dei girasoli, seguito negli anni sia dal vero che in studio. La famiglia intesa come membri di un solo nucleo, ognuno con il suo personaggio che racconta età, estrazione, posizione.
Era vivo mio nonno quando iniziai a lavorare sui girasoli e da allora lo stile è cambiato. Il ritratto che ne segue è quello di una famiglia numerosa, robusta, ben piazzata, solida nel tempo. Di questo lavoro mi rimane le ginocchia intorpidite sul cavalletto per le lunghe sedute e la forza di mia cugina che ne rappresenta. Anno: dimenticato nel tempo.
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Questo è stato un lavoro su commissione fatto alcuni anni fa. Un tema a me caro quello dei girasoli, seguito negli anni sia dal vero che in ...




