In quell'anno facevo sporadiche escursioni all'aperto. Mi accompagnava un fotografo, amante dell'arte ma che per sua sfortuna non si sentiva un artista. Un tipo un po triste con una vita che non gli piaceva affatto. Scattai allora per semplice diletto, insieme a lui, tantissime foto da elaborare poi in studio. Lo spirito non era dell'artista che dipinge all'aperto ma con una semplice inclinazione da ladra di impressioni.
A quel tempo era ancora vivo mio nonno ed abitavo a casa dei miei genitori. La tela molto grande stava sul grande balcone pieno di piante rigogliose che mia madre e mio padre curavano con dedizione.
Lui mi girava intorno senza dirmi nulla in alcuni momenti, altre volte mi spronava a continuare. Non so se sia un'opera ben riuscita, sicuramente rappresenta la mia acerba inclinazione alla pittura che allora non mi appassionava un granché.
Oggi la mia lontana gioventù risiede in un luogo di famiglia a me assai caro, in un posto d'onore. Un fiore sempre giovane sulle labbra di mia sorella.

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