domenica 17 gennaio 2021

Analisi "ENEA, ANCHISE E ASCANIO". Tutta una questione di pelle (1 parte)

Il gruppo monumentale "Enea, Anchise e Ascanio" è la prima delle quattro spettacolari ed innovative sculture del Bernini. La scelta di un tema tratto da Virgilio, il più grande poeta dell'antichità classica, la particolare difficoltà di riuscire a rendere "medium" di un blocco di marmo adatto alla rappresentazione della simultaneità, la descrizione poetica della fuga da Troia, indica che il committente aveva in mente un paragone tra la scultura moderna e la poesia antica. Il committente Scipione Caffarelli Borghese. Il compito di rappresentare tre figure maschili di diverse età, in fuga, una portata dall'altra tocca un'intera serie di problemi nella prassi scultorea. L'Enea con il busto piegato sotto il peso di Anchise, nell'incedere trasferisce il peso dalla gamba destra alla sinistra è il paradigma tridimensionale e reale di una simile figura e per questo un pezzo di bravura di elevata difficoltà statica e tecnica. La rappresentazione adeguata delle tre età dell'uomo nell'aspetto fisico, nella posizione del corpo, nella mimica di ciascuna figura, la difficoltà viene aumentata dal fatto che le figure sono nude giustificando solo in parte la probabilità storica della fuga, ma d'altronde la licenza storica di fingere costituisce una notevole corrispondenza con Virgilio il quale amava mescolare invenzione poetica e verità storiche. Il modo in cui Gian Lorenzo Bernini ha reso le tre età dell'uomo rimanda ad un celebre passo del Trattato di Leonardo, nel quale la varietà viene esemplificata attraverso le diverse epidermidi caratteristiche età dell'uomo: la pelle morbida e rosata del bambino, quella tesa a rivestire i muscoli dell'uomo adulto e quella avvizzita e rugosa del vegliardo ... (continua)



martedì 5 gennaio 2021

Pillole d'arte

Riprendo con vero piacere i fogli di alcuni anni fa. Allora preparavo, per un esiguo gruppo, delle lezioni di storia dell'arte. Le chiamavo "pillole d'arte": brevi, sintetiche, dolcissime. Le ripropongo per chi si vuol dilettare, per chi vuol conoscere la storia dell'arte, per chi vuole imparare ad essere un bravo artista.


Iniziamo con lui, GIAN LORENZO BERNINI (7 dicembre 1598). Il virtuoso del tardo manierismo.


Gian Lorenzo Bernini opera a Roma e a Roma è la Chiesa e lo Stato il punto di unione di potestà divina e autorità temporale, il luogo dove l'immaginazione è maggiore quanto più vasta e profonda è la prospettiva storica. Tutta l'opera del Bernini mira a fare di Roma una città immaginaria. Gli elementi della sua formazione sono una tecnica consumata e virtuosistica del tardo manierismo, l'antico, i grandi maestri del '500, il classicismo evocativo di Annibale Carracci. L'interpretazione in chiave malinconica e teatrale della sua opera corrisponde alla coscienza del tempo, ma la realtà vista dalla sua immaginazione è un contraccolpo al realismo tragico del Caravaggio. 

La tecnica allora diventa artificio, si dissimula ha un aspetto magico, di fatto diventa imitazione ed evocazione poetica della natura. Si rifà però alle forme corpose ed estrose del naturalismo ellenistico, in quanto l'arte ellenistica rappresenta le cose no come sono ma come appaiono. L'opera d'arte diventa uno stimolo all'immaginazione annullando la realtà.

"Homo raro, ingegno sublime, e nato per disposizione divina, e per gloria di Roma a portar luce al secolo" Urbano VIII

La tecnica di Giotto.